Progetto di Fattibilità per Nuovo Centro Servizi Assistenziali e alla Persona

Arch. Gianluca Calderini

Arch. Maria Teresa Dejana
Le dinamiche del territorio evidenziano una crescente domanda di soluzioni assistenziali/abitative capaci di rispondere sia alle esigenze dell’invecchiamento della popolazione, con spazi protetti che garantiscano autonomia ad anziani soli o a coppie prive di rete familiare, sia a necessità temporanee di lavoratori richiamati dalle nuove realtà emergenti sul territorio. Il progetto mette a sistema tali istanze, integrandole con servizi specifici aperti all’intera popolazione, così da generare un organismo vivo e capace di dialogare con i peculiari caratteri aggregativi del vicino insieme Chiesa–Oratorio, contribuendo a generare un nuovo piccolo polo urbano.
Il progetto dà forma a un organismo articolato che, allungandosi da Nord a Sud, accoglie da un lato gli spazi destinati all’ospitalità e dall’altro servizi rivolti alla cittadinanza. L’intervento stabilisce un rapporto di continuità col complesso chiesa parrocchiale/oratorio, che, affacciandosi sull’area, trova nuove occasioni di relazione attraverso gli spazi verdi e pedonali progettati. Il disegno del verde diventa un polo identitario, definito da una “quinta disegnata” che valorizza il viale di ingresso al centro abitato, ordina il cannocchiale visivo verso il torrente e il suo ecosistema e integra la contigua recente edificazione residenziale.
Nel suo insieme, l’intervento ricompone ciò che oggi appare frammentato: rafforza la continuità urbana, amplia la centralità del luogo e restituisce un contesto riconoscibile, capace di sanare la frattura che segna l’ingresso principale del paese, trasformandolo in una soglia più leggibile, accogliente e coerente con l’identità del territorio.
La capacità edificatoria è strettamente connessa al numero dei parcheggi previsti: per questo motivo essi sono stati progettati nella quantità massima consentita, così da valorizzare al meglio le possibilità di intervento.
In copertura è previsto l’impianto fotovoltaico a servizio dell’intero complesso, mentre il piano seminterrato è destinato a rimessa, magazzini, servizi generali e locali impianti.
Questa potenzialità è stata destinata a senior domus, (e potenzialmente junior/operarius domus), denominazione scelta per offrire una definizione più calda e inclusiva rispetto al più tecnico social housing e a servizi di interesse comunitario. In tale ambito si prevede l’insediamento di ambulatori specialistici, locali per riabilitazione, palestra (con eventuale vasca per corsi di ginnastica di riabilitazione in acqua e di acquagym), infermeria, uffici, spazi polifunzionali a servizio della struttura e in rete con le dotazioni della Casa della Salute, oltre a un bar‑refezione, configurando un insieme integrato di attività a beneficio delle nuove residenze, non in modo esclusivo, anzi allargando l’offerta alla comunità, in coerenza con i bisogni del territorio e a completamento della scena urbana del centro abitato.
L’edificio si distende come un unico corpo lungo i fronti est e ovest, assumendo la funzione di quinta stradale e delineando un giardino di relazione che accoglie una piccola piazza e il parcheggio pubblico. Questo spazio aperto si pone in continuità dialettica con il complesso antistante della chiesa e dell’oratorio, creando un fronte urbano fatto di luoghi complementari: entrambi dedicati alla socialità, entrambi capaci di offrire servizi e occasioni di incontro per bambini, adolescenti, famiglie e per l’intera comunità.
La facciata principale, rivolta a ovest, ha come punto focale l’ingresso, semicentrale, che distribuisce le due funzioni principali (a nord la senior domus, a sud i servizi), con un locale bar‑ristorazione collegato alla reception e aperto anche alla clientela esterna.
In questo quadro, il giardino non è solo un ambito di passaggio, ma un vero spazio civico, predisposto a ospitare attività quotidiane e momenti collettivi. È facile immaginare come possa trasformarsi, nelle diverse stagioni, in un luogo per mercati temporanei, in particolare per la vendita diretta di prodotti agricoli, restituendo al paese un ritmo di vita più vicino alle sue tradizioni e alle sue relazioni di prossimità.
L’intervento si colloca in posizione rialzata rispetto alla strada, alla quale risulta raccordato grazie all’ampia area a verde che funge da filtro e da elemento di connessione paesaggistica tra l’ambito fluviale e il centro storico, dialogando e integrandosi come tappa intermedia nel progetto “Rete verde e blu per la mobilità lenta e il benessere ambientale”.
Il settore senior domus ospita 16 unità per piano, distribuite su due livelli. Le unità, di circa 40 m² ciascuna, possono accogliere uno o due ospiti e presentano caratteristiche differenziate, studiate in relazione ai potenziali fruitori. Spazi di incontro ben illuminati sono stati inseriti tra le unità, sia per favorire la convivialità sia per migliorare il benessere del personale, grazie a una circolazione efficiente e a locali ben posizionati per la conservazione delle attrezzature di uso frequente nella gestione dei residenti. Gli spazi di lavoro confortevoli per il personale sono importanti quanto quelli destinati ai residenti.
Il blocco a sud è anch’esso differenziato tra i due piani: al piano terreno si concentrano gli spazi più aperti alla comunità: il bar con ristorazione, la palestra, l’infermeria e una saletta per incontri, convegni e corsi tematici, ideale spazio pubblico per iniziative culturali e formative in sinergia con realtà territoriali quali il Libero Ateneo del Taro. È un piano che vive di attraversamenti, di soste brevi e di attività condivise, un’estensione naturale degli spazi esterni e del giardino di relazione.
Il primo piano assume invece un carattere più raccolto e specialistico, ospitando gli ambulatori e i servizi dedicati alla cura e all’assistenza. Qui il ritmo si fa più misurato, gli ambienti più protetti, ma sempre in continuità con il resto del complesso.
I due blocchi, quello residenziale a nord e quello dei servizi a sud, sono pensati come parti di un unico organismo permeabile, collegati da percorsi e affacci che favoriscono lo scambio. Questa continuità permette soprattutto agli ospiti dell’ala “domus” di accedere con facilità ai servizi dell’ala sud, trasformando l’intero complesso in un sistema integrato, dove le funzioni si sostengono a vicenda e la quotidianità può scorrere senza barriere.
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